Design del nuovo storytelling del Museo Nazionale dell’Automobile
Anno
2025-2026
Committente
Museo Nazionale dell’Automobile
Con
Scuola Holden
Il MAUTO è considerato dal Times uno dei cinquanta musei più belli al mondo ed è tra i più importanti dedicati all'automotive.
L'incarico mi è stato affidato da Scuola Holden, in qualità di consulente senior, per curare il design del nuovo storytelling del percorso espositivo e contribuire al progetto di aggiornamento e riallestimento delle sale. Il lavoro ha richiesto la collaborazione di team di designer, architetti, storyteller, conservatori e curatori, un processo corale in cui ogni decisione narrativa doveva dialogare con quelle architettoniche e allestitive. Oltre a supervisionare la scrittura di centinaia di testi di sala, mi sono occupato della creazione di narrazioni capaci di valorizzare il patrimonio storico del Museo, rendendolo accessibile e coinvolgente attraverso un linguaggio contemporaneo, trasversale e inclusivo, per accompagnare i visitatori in un'esperienza in cui i contenuti storici si intrecciano con nuovi strumenti di comunicazione e moltiplicano le chiavi di lettura del percorso.
Il concept
Il percorso espositivo si sviluppa su tre livelli, ciascuno con una propria identità narrativa.
Il secondo piano è il cuore storico del Museo. Poche invenzioni hanno cambiato il mondo quanto l'automobile, e il racconto di questa storia comincia da qui. La prima sala accoglie i tentativi più audaci di immaginare un mezzo in grado di muoversi da solo; l'ultima è dedicata al futuro della mobilità e alle sfide del domani. Nel mezzo, la grande epopea dell'automobile attraverso il Novecento: uno dei sodalizi più profondi tra essere umano e tecnologia, capace di segnare la vita economica e culturale della società moderna. Disseminata lungo il percorso, una selezione di opere d'arte dialoga con la collezione, moltiplicando gli sguardi sul rapporto tra persone e automobili.
Il primo piano racconta invece il legame tra l'automobile e la società che l'ha prodotta e abitata. Si parte dall'industria automobilistica torinese del Novecento, protagonista di trasformazioni urbane e sociali, per arrivare all'ingegneria, al design, alle corse. Perché l'automobile non è solo un mezzo di trasporto: è una scultura a quattro ruote, un oggetto di desiderio, un campo di battaglia tecnologica. Il percorso si chiude con un lungo corridoio di curiosità, aneddoti e record, prima dell'uscita.
Il piano terra è dedicato alle mostre temporanee ospitate dal Museo.
Motorsport
Tra tutte le sezioni del percorso, ce n’è una dedicata al motorsport a cui sono particolarmente legato. Non solo perché l'ho ideata e seguita dalla sua fase embrionale fino alla realizzazione, ma perché le corse sono una passione che porto con me fin da bambino.
La sezione occupa un lato dell’ala più vasta del Museo e si articola in quattro box, ciascuno dedicato a un'epoca della storia della Formula. Gli Anni 20 e 30 raccontano i pionieri, quelli che correvano su strade polverose senza sapere ancora bene cosa stavano costruendo. Tra gli Anni 50 e 60 il mito prende forma, le vetture diventano icone, i piloti eroi. Durante Anni 70 e 80 si manifesta il romanticismo legato alle corse, il rischio viene accettato e la velocità diventa filosofia. Gli Anni 2000 segnano l'ascesa della tecnologia, quando l'ingegneria comincia a contare quanto il coraggio.
Un quinto box è dedicato a tutto ciò che non è Formula ma che della storia delle corse è parte fondamentale: il rally, l'endurance, i raid. Competizioni che hanno scritto, e ancora oggi scrivono, pagine straordinarie del motorsport.
©️ Museo Nazionale dell’Automobile